Marina Midei: chi sono ...



Un po’ donna, un po’ moglie, un po’ insegnante, un po’ scrittrice, 100% madre.

Legata fin da piccola alla musica, passione che non smetto di sognare ancora.

Occupata per anni nel settore Commerciale e Bancario: concretezza e determinazione, impegno e responsabilità.

Viaggiato e vissuto in America. La tv americana, il confronto con i format e la comunicazione, la scintilla a non fermarmi.

Insegnante per amore.

Edito un libro, con grandissima soddisfazione.

Sulla musica … detto… Sulla disabilità… lo dico ora …. Su angeli e i miracoli… ve ne parlerei con piacere... Su tanto altro… sarebbe da scoprire.

Da poco superati i 40 anni, che sono traguardi, ma sono anche bilanci e nuove partenze.

E se è vero che “dalla valigia si conosce il forestiero”, io allora dovrei esserVi di casa.



Marina MIDEI
marinamidei@libero.it

"Esistono battaglie che devono essere combattute. Altre che non vanno iniziate."

Io sono una caregiver familiare. 

Il caregiver è quel familiare che presta assistenza al proprio congiunto in situazione di gravità. In casa mia ci sono due congiunti in situazioni di gravità massima. Veri purtroppo. Non taroccati da commissioni compiacenti e vendute. 
Ci destreggiamo fin dove riusciamo. Viviamo doppie vite: la nostra (tripla), che non possediamo più in libertà e riposo, e quella del nostro congiunto e alla quale non arriviamo come vorremmo per debolezza, stanchezza e mancanza di tempo.

Solo in Italia il caregiver familiare non è riconosciuto nonostante tutte le difficoltà che una buona mente può arrivare a comprendere anche senza studi di premi Nobel. Ecco perché dico che i politici dovrebbero essere nelle case, almeno per "guardare"... ma io, nel dubbio che non riescano a vedere, li farei provare a fare per qualche mese quello che facciamo, valutando che un caregiver sostiene sulle proprie spalle tutta la fatica di tanti anni quanti sono quelli di assistenza. 
Il problema non è fare ora, perché se è vero che le nostre mani perdono forza ogni giorno di più, è un grande onore assistere una vita che amiamo. Il problema è essere trattati senza risparmio, è consumarci fino allo scolo, sfinendoci fino alla fine e prima della fine. 
Le persone in situazione di massima gravità hanno solo il proprio caregiver familiare, quello che lo Stato non riconosce, ma al quale demanda tutta la gestione sociale che dovrebbe invece assumersi per garantire una vita dignitosa ai nostri figli.

Lunga vita a noi allora...
Se però sola bastasse...

E ciascuno si ricordi del caregiver quando si lamenta di una qualsivoglia difficoltà che si incontra nella vita "normale": non perché non se ne abbia il diritto. Lo capisco. Ma solo perché, forse così, questa battaglia non sarebbe più solo nostra se anche gli altri, a loro volta, la capissero.

Marina Midei

#serveunaleggeseria #serveunatutelavera #serveunagiustiziaonesta

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