martedì 5 gennaio 2016

"Etto è bello eh!" - Gloria Quarto Intervento: occhi

Continuava ad agitare forte forte il biberon nella macchina, mentre fuori il cielo era già pieno di stelle, con un gran freddo. Quel papà premuroso fermo, come noi che sbirciavamo, in quell'autogrill. Sul posto di guida, con alle spalle la mamma ingoffata da mille copertine tra le quali scovare il bebè.

Ho rivisto noi, mamma e papà - con due biberon, perennemente in viaggio, quando per trovare riposo bastava cambiarci dalle braccia prima l'una e poi l'altra bambina.

Oggi eravamo dopo tredici anni ancora in viaggio.

Nella Direzione dell'ospedale c'era un gran tristezza: era successo così, inaspettatamente, che un giovane collaboratore era venuto a mancare nella notte. D'improvviso. Forse un'insufficienza respiratoria. Quella era bastata a far diventare un "ciao" detto col sorriso la sera prima in un "addio, vi lascio ciò che avete capito ed amato di me". Era giovane, sulla sedia a rotelle, instancabile lavoratore. La caposala mi guardava con gli occhi colmi di lacrime ed io immaginavo lui, nel suo passaggio a miglior vita. Miglior vita. Con il mistero che rimane di come e perchè tutto accada.

Gloria verrà operata lunedì prossimo: quarto intervento, agli occhi. Anche gli occhi figlia mia. Che poi sono così belli: grandi! Da piccola mi dicevano tutti; "Prematura??? Gli occhi di sicuro non sono prematuri tanto sono grandi!".
E invece pure gli occhi. E tu a questo non ti ribelli. A tutto il resto anche si, che già l'adolescenza mette del suo, ma poi ridi e torna la determinazione, come quando da piccola per farti smettere di piangere dopo una brutta visita ti consolavamo con qualsiasi cosa, tanto poco ti bastava a renderti felice, e con quegli occhioni, di chissà quale pittore, dicevi: "Etto è bello eh!".
Lo sai Gloria che eri tu a far felici noi? Lo sai Gloria che eri tu a farci dimenticare tutto?
Inizi ad essere grande. Anzi, come mi hai detto: "Mamma, oggi io sono emozioni e sentimenti contrastanti. Sono felice e non lo sono, sono triste e non lo sono". E ti sento cantare sognante in auto la tua playlist che piace tanto anche a noi.

Ecco, mamma ti spiega cosa significa essere innamorati, che me lo chiedi sempre: significa che sei felice solo a parlarne, che non smetteresti mai, e che ne parleresti con tutti. Perchè ne sei talmente piena da non contenerne più, da doverlo urlare al mondo, perchè è una fortuna grande sentirsi innamorati. Non si può non condividere anche con chi non riesce più ad innamorarsi, perchè della felicità non si è gelosi. Ed io continuo a scrivere di voi, Gloria.

Di te, e dei tuoi fratelli. Che gioia Gloria. Che fortuna ha avuto la tua mamma ad avervi e vedervi, nella vostra grazia e gentilezza, un gran miracolo.

"Etto è bello eh!".... nessuno potrebbe dire come fare di più, perchè nessuno potrebbe capire quanto noi il nostro, senza prima essersi "sporcato" così bene le mani tanto da farlo diventare anche suo. Come quel giovane collaboratore di Direzione... che lasciava agli altri solo ciò che gli altri erano riusciti a capire ed amare di lui... nulla di più. Secondo quanto ognuno era riuscito a "sporcarsi" le mani, per prendere tutto ciò che stava donando e lasciando di profondamente ed esclusivamente suo.



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