martedì 23 giugno 2015

A Papa Francesco...

Carissima Santità,
mi perdoni, perché oggi, senza averne alcun titolo, ho deciso di scriverLe.
Ma stasera è una serata difficile, dove per l'ennesima volta sembra che qualcuno tiri via da sotto i miei piedi la terra e con forza provi a derubarmi della speranza.


Porto il nome di mia nonna, Marina... e sono una mamma, di Gloria, di Sophia, e di Christopher Nathan, il più piccolo di 5 anni. Santità, esiste un limite al dolore di una madre? Santità, perché la mia prova è così lunga? Ho sempre affrontato tutto con coraggio, usando la preghiera come scudo e l'amore come spada ... questa la mia unica armatura...eppure, rimango colpita, continuano a ferirmi.

Gloria e Sophia sono due angeli di quasi tredici anni, gemelle. Senza aver toccato terra, erano pronte a risalire verso il cielo... ma le mie lacrime sono state sincere e il Signore ha tolto loro le ali e ha permesso che io potessi amarle come conviene ad una madre. Entrambe trascorrono le loro giornate inchiodate su una sedia a rotelle, come Gesù sulla croce... gli occhi di Sophia non vedono... eppure conoscono le mie espressioni.

Santo Padre, anche le mie figlie sono sante ed io non sono degna di servirle: i loro cuori sono puri, le mani sono pulite e le bocche piene di sorrisi. Fra qualche mese riceveranno il Sacramento della Cresima e sono certa che i loro corpi saranno ricolmati di Spirito Santo, che le aiuterà a resistere alle sofferenze della loro anima. Io ringrazio ogni giorno Dio di avermele lasciate... ma La prego, Santità, mi dica che non faccio peccato se nel mio cuore ogni giorno sale la richiesta a Dio Padre di ricevere la Grazia della loro salvezza.

Ho incontrato il Signore tante volte: quanto più mi sono persa... tanto più mi ha ritrovata. Ma più io lo cerco... più Lui si cela ed io non posso farne a meno... non Lo trovo e sono disperata. E lo aspetto innamorata in ogni alba e in ogni tramonto, con accanto i miei figli, per raccontargli della bellezza e della grandezza di nostro Signore.

Santità, La prego umilmente di pensarci... anche solo per un momento, di allontanare da noi il male, affinché in questa nostra Famiglia De Santis continui sempre a splendere il sole. Vorrei raccontarLe tante cose di noi, per avere più garanzia di farLe comprendere quanto ne abbiamo bisogno... ma tanto lo Spirito soffia dove vuole e non serviranno le mie parole... perché sarà Gesù a sussurrarglieLe nel cuore ... se vorrà.

Ci benedica Santo Padre. Che il Signore La protegga sempre.
Con infinito affetto.
Con immensa stima.
Con sincero amore.

Marina


Poi il Papa risponde.Speriamo anche il Signore lo faccia.


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