lunedì 26 gennaio 2009

CARISSIMO SANT'ANTONIO


Ciao carissimo Sant' Antonio.
Come stai?
Sei arrivato anche qui, a New York?
Eri preoccupato o volevi starci vicino? Forse hai sentito che ti chiamavo? O ti hanno chiamato gli altri per me? Magari a Mentana o a Casali qualcuno ti ha pregato per noi, o forse ti hanno pregato in tanti per noi?
Ti ricordi quanti anni sono stata in processione dietro la tua statua benedetta? Che bello Sant'Antonio!
Pensa, ogni volta che da piccola ascoltavo le marce della banda o anche la musica nei film religiosi avevo paura: dicevo che era la musica dei morti.
La tua invece era una processione viva, con la luce delle torce e la voce dei fedeli, proprio come quella di oggi.
Io ho ancora i brividi se ci ripenso e ogni anno l'estrazione del festarolo che ti avrebbe accolto in casa mi lasciava l'amaro perchè quel nome estratto non era mai il nostro.
Hai aspettato il momento giusto per arrivare, quando sapevi che ne avevo più bisogno, quando stavo per lasciare tutto, la mia famiglia e il mio paese per portare a curare meglio le bimbe, quando arrivavo nelle Marche salutando Roma.
Mi hai detto "vai Marina, non avere paura" ... e io non l'ho avuta, mi hai detto "apri il cuore" e io ho spezzato il silenzio. Che difficile però, ogni tanto mi sento un po'stanca, ma non troppo, e penso chissà quanto sarà difficile la vita per gli altri. Per esempio la tua, sarà stata difficile? Io penso di sì, perchè la vita è difficile per tutti, soprattutto quando si è soli.
Ecco perchè mi hai detto di aprire il cuore, perchè da soli, in silenzio, fa male?
Vedi, mentre parlo con te, hanno già fatto spia e mi hanno inviato la foto della Chiesa dei Casali, una delle Chiese dove hai letto e sentito di noi, con Don Rocco e Don Giuseppe in prima linea.
Anche lì è stato urlato il tuo inno: "e un'altra volta tutti insieme" per te "Evviva Sant'Antonio", per noi "Forza Gloria e Sophia".
Ecco l'insegnamento più grande: TUTTI INSIEME! Si Sant'Antonio, stiamo tutti insieme!



"A LUGLIO, si sa, quasi tutti sono con la mente altrove: a rincorrere l’inizio della sospirata vacanza... e proprio in questa atmosfera carica di attese, una notizia che con il passaparola è divenuta di dominio pubblico ha suscitato stupore e grande interesse. Di che si tratta? Di Gloria e Sophia, le gemelle monocoriali di sei anni affette da tetraplegia cresciute come fiori bellissimi e accudite da teneri e tenaci genitori che non si sono mai rassegnati e con tutti i mezzi hanno tentato di aiutare le figlie a esprimere la voglia e la irrefrenabile vitalità tipica dei bambini. Purtroppo, la malattia ha imprigionato nei suoi misteriosi gangli questa voglia negando la spensieratezza e il gioco in una stagione magica qual è la fanciullezza. A furia di cercare e di interrogare, pregare e protestare davanti a Dio, quello che hanno sempre sperato e sognato si è avverato. Come per l’epilogo di fatti straordinari, anche per Sophia e Gloria, sembra che una benevola regia abbia raccolto le suppliche e apprezzato gli sforzi compiuti perché, in anticipo sul calendario e superando ogni sorta di ostacoli, si recassero a New York, dove al Medical Center il prof. A. Strongwater, esperto di fama mondiale nella cura delle tetraplegie, mentre sarà proclamato il nuovo presidente degli USA, confidando nell’aiuto di Dio e nella protezione della Vergine Madre, li opererà, vogliamo crederlo, con grande successo, per poi rivederle più felici a maggio. Marina, la mamma, traboccante di gioia, ha detto che le sue, ora, sono le figlie di tutti dal momento in cui, con un pizzico di incoscienza, ha reso pubblica la loro malattia e ha gridato aiuto. L’appello è stato ascoltato ricevendo una crescente risposta di simpatia, umana solidarietà e offerte. Questa vicinanza e concorso di solidarietà sono edificanti e fanno ben sperare per la nostra società e per la testimonianza della carità. Da Osimo, dove si erano trasferiti, Marina e Filippo hanno lanciato l’appello che è stato fatto proprio dai mass media, e dalla Caritas diocesana di Osimo e Sabina-Poggio Mirteto. Quest’ultima, con una lettera del 28 giugno 2008 ha invitato le parrocchie, i Comuni, le Associazioni, i Movimenti, i singoli e le Istituzioni a UNA GARA DI SOLIDARIETÀ, dicendo, riportiamo le testuali parole: “...La complessità dell’intervento richiede tempo e denaro. Esorto pertanto tutti a rispondere all’accorato appello dei genitori e di tanti amici adoperandovi con opportune iniziative da accompagnare sempre con la preghiera”. Fra i primi a rispondere, nell’attesa dell’esodo delle vacanze, sono stati i cittadini di Mentana. In una riunione congiunta, i parroci delle parrocchie di S. Maria degli Angeli e di S. Nicola da Bari insieme a rappresentanti di associazioni e ad alcuni cittadini sensibili alle sofferenze del prossimo, si decise di dare il via ad attività per la raccolta di fondi. Vincendo il comprensibile scetticismo dettato dal clima vacanziero, a Casali di Mentana, Omero Fioroni e Gianluca Bonifazi con la parrocchia di S. Maria degli Angeli e la collaborazione delle animatrici e animatori dell’oratorio estivo in corso, quasi tutti giovani dai quindici ai diciotto anni, stupendi nel mettersi a disposizione e a servire una inaspettata folla; in men che non si dica hanno organizzato una serata memorabile al campo sportivo del rione “le facciate”. La risposta è stata strepitosa. Al di là della ragguardevole somma raccolta è stata impressionante la sincera partecipazione e il coinvolgimento emotivo della gente. Una squisita testimonianza di vicinanza e di affetto pervadeva i presenti e si respirava nell’aria. La cosa ha commosso tutti e i nonni delle gemelle in particolare. L’evento è stato come una dose di ottimismo trasfusa nel cuore dei genitori che hanno ricevuto la conferma d’aver fatto la scelta giusta, ed è stato interpretato, come poi si è verificato, di buon auspicio per le iniziative future che, in breve sono sorte numerose e più proficue di quelle iniziali. Si è verificata una vera gara di solidarietà. Sul presbiterio della parrocchia a Casali c’è ancora l’invito alla preghiera perché il sogno di Sophia e Gloria diventi realtà. Grazie a tutti, e la discreta, invisibile regia che ha diretto questa storia, ne siamo certi, la condurrà a buon fine."
Don Rocco

Quel sorriso di Gloria e Sophia...
"LA NOTIZIA dell’operazione che dovranno subire le due gemelline Gloria e Sophia ha colto un po’ tutti noi di sorpresa nel clima vacanziero dell’estate scorsa. Ma in poco tempo la “macchina dei soccorsi” per raccogliere la somma necessaria si è mossa subito e in diversi ambiti e direzioni, in modo da permettere a queste due bambine mentanesi, trasferite ad Osimo, il necessario intervento chirurgico in America. Mi permetto di esprimere a caldo alcune emozioni e convincimenti che questo fatto ha suscitato in me. Innanzitutto la constatazione che in fondo al nostro animo albergano autentici sentimenti di bontà, solidarietà e fraternità. Questa verità non è poca cosa in un mondo, ove l’egoismo, il pensare ai fatti propri o ai soldi la fanno un po’ da padroni. E allora mi domando: perché nella vita quotidiana non siamo capaci di esprimere questa bontà che abita in noi? Perché dobbiamo essere sollecitati da fatti esterni eclatanti e non accorgerci delle tante, piccole o grandi situazioni di disagio che sono in mezzo a noi? Non è possibile che soffochiamo il meglio di noi stessi per la paura di sembrare buoni, di essere portati in giro o per una certa pigrizia e indolenza. È grave che “l’occhio della gente” inquini la nostra vera umanità. Una seconda riflessione. Il mondo che ci circonda non è fatto solo di arrivisti, di egoisti, di “squali” (sto usando un’espressione tipica di mamma Marina!) pronti a divorarci. È stato bello per me in questi mesi collaborare con varie persone di diverso credo politico o religioso per una nobile causa comune. Deve finire il tempo di “homo hominis lupus”, uno contro tutti, e riscoprirci più fratelli e oltretutto bisognosi tutti di tutti, altrimenti la nostra sarà sempre meno una grande famiglia umana. Due parole poi sul dolce sorriso delle gemelle. Quel sorriso, fissato sui manifestini di vari tipi, mi ha fatto ripensare a queste parole di uno scrittore, “Tre sono le cose più belle al mondo: il cielo stellato, un prato fiorito e il sorriso di un bambino”. Quel sorriso innocente di Gloria e Sophia ci ha stregati tutti. A conclusione vorrei invitare tutti noi a riflettere sull’esempio che ci hanno offerto i genitori Filippo e Marina. Discreti, sorridenti, saldamente uniti fra loro, legati da un grande affetto verso le due figlie, disponibili al dialogo per quanto gli impegni permettevano loro. Non hanno avuto il pudore di nascondere la loro difficile situazione, ma ci hanno teso fiduciosi una mano, perché si avverasse il loro “sogno”. Quella mano l’abbiamo stretta volentieri grazie anche alla loro credibile e positiva testimonianza. Abbiamo capito subito che la loro “croce” li ha uniti di più e ha unito tutti noi a loro, a tal punto che, come più volte ci hanno detto, le loro due figlie sono diventate anche le nostre figlie. Grazie e auguri sinceri a Gloria e Sophia per l’operazione agli arti, ma anche tanti auguri a tutti noi per l’operazione di “trapianto” operata da loro nei nostri cuori, cuori non più di pietra, ma “di carne”.
Don Giuseppe

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