giovedì 20 settembre 2018

"PER UNA VOLTA" di Marina Midei

"Per una volta" nasce, come sempre, in dieci minuti in cui un sentimento forte fa da padrone sulla mia razionalità.
Il dolore di sentire fin nelle viscere l'indifferenza e l'egoismo delle persone che fingono di avere valori e principi, pronte a calpestare ogni rispetto della persona prima che della possibilità di un'amicizia. Fondamentalmente senza alcun vantaggio, solo per paura di rischiare di possedere forse qualcosa in meno avendo già infinitamente di più.

PER UNA VOLTA

Per una volta vorrei mostrarmi storta: 
dalle sconfitte, dalle ferite, dalle delusioni.
Camminare ingobbita: 
dalle fatiche, dalle sofferenze, dai pensieri.

Per una volta vorrei mostrarmi spettinata: 
dal vento delle parole inutili, dalle cattiverie degli egoisti.
Specchiarmi in una pozza di fango: 
con occhiaie ancora più annerite e rughe più marcate 
dall'indifferenza e dai giudizi dei menefreghisti.

Per una volta vorrei mostrarmi debole: 
stanca di accettare e stufa di sopportare.
Di dormire impaurita: 
dalla solitudine e dalla incomprensione.

Per una volta vorrei mostrarmi strappata: 
incapace di giustificare e ancor più di perdonare.
Voltare le spalle: anche solo con la testa.

Per una volta vorrei mostrarmi come sono: 
integra, immagine riflessa nella dignità di tutte le persone dignitose.
Onesta, immagine riflessa nell'opposto della falsità.
Della mia rimane quella di raddrizzarmi, pettinarmi, ricucirmi.

Marina Midei



GOVERNO ITALIANO - PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI


28 agosto 2018
Presidenza del Consiglio dei Ministri 
Sede di Largo Chigi
Governo Italiano





Un'incontro privato di un'ora e quindici, interrotto dall'attesa di altri appuntamenti. 

La promessa di continuare a servire il mio Stato. 
E la richiesta di una relazione del mio progetto sulle disabilità di cui vi allego la premessa.
Con l'augurio di non aver sprecato tempo e voce ma aver servito lo Stato col primo passo di una lunga serie.


Qual è il contrario di “disabile”?
Il “vantaggio” delle diversità
di MARINA MIDEI

Per la difesa dei diritti umani e civili
04 settembre 2018

“Qual è il contrario di “disabile”?

Ci sforziamo ogni giorno di definire in modo corretto la disabilità, e più ancora le persone con disabilità. Ci preoccupiamo di rintracciare sinonimi che non discriminando nella semantica le persone, di fatto le individuano in stereotipi che ne condizionano la percezione e il valore.

Avete mai provato a ricercare la definizione della parola “disabile” nel dizionario ad esempio? Il sinonimo più utilizzato è “Handicappato”.

Non vengono però indicati, a ragione, possibili contrari della parola: perché non esiste una definizione di oggettiva normalità, di perfetta funzionalità, di regolare ordinarietà.

Se già da questo dovessimo partire a ragionare, dovremmo convenire che non può esistere la parola “disabile” in quanto ciascuno di noi in qualcosa lo è. 
Per proprietà transitiva e dunque per logica, dovremmo convenire inoltre che non potendo definire uno standard qualitativo di perfezione o di funzionalità appartenente all’individuo, tutti gli individui possano esclusivamente essere appellati con la sola parola “persona”, che non necessità di ulteriori specificazioni che avrebbero la sola funzione nel fruitore di condizionarne il pensiero e dunque la comprensione.

Questo in realtà, purtroppo, è già avvenuto nel tempo e fino ad oggi, tanto che si rincorre la possibilità di riparare a scorrettezze terminologiche che si sono però appropriate del tessuto culturale attuale, il quale lavora addirittura su pre-comprensioni di retaggi antichi legati alla disabilità che abbiamo il dovere di ricostruire secondo i nuovi modelli culturali a beneficio delle disabilità (plurale).

Non esiste infatti neanche la “disabilità per antonomasia”: esistono invece le “disabilità”, o meglio ancora le “diversità” appartenenti all’umanità imperfetta e molteplice che su tale varietà prende il suo “vantaggio” e si arricchisce.

Non possono esistere dunque le “persone con disabilità”: esistono le persone. E tra le persone, fra loro diverse, esistono fragilità anch’esse diverse che vanno tenute in considerazione per garantire libertà, uguaglianza ed equità fra gli uomini.

Marina Midei



giovedì 23 agosto 2018

"Persona: L'individuo umano in quanto oggetto di considerazione o di determinazione nell'ambito delle funzioni e dei rapporti della vita sociale." di Marina Midei

Con enorme soddisfazione,
e proprio con data 4 settembre,
esce il mio articolo su "Grandangolare", settimanale di attualità, cultura, politica, sport per gli italiani in Canada e nel Mondo.
Per il momento mandiamo la nostra voce oltreoceano con la speranza che forse a qualcosa servirà.
Ho appena aperto la mail e ho trovato la richiesta di collaborazione con il settimanale per affrontare la questione "disabilità", proprio per gli italiani in Canada e nel resto del Mondo.
Presto, se concorderemo di collaborare, vi racconterò di più.
Per il momento rafforziamo solo un po' la speranza che forse è possibile migliorare. Quindi non possiamo smettere di lavorare.
Le idee hanno bisogno di muoversi, di girare.
E per me è un grande onore rimanere al servizio delle fragilità.
Marina MIDEI


 Il mio articolo pubblicato su "Grandangolare"
settimanale di attualità, cultura, politica, sport per gli italiani in Canada e nel resto del Mondo.
4 settembre 2018



LETTERA APERTA
Illustrissimi Signori,
In poche righe mi presento: mi chiamo Marina Midei, donna italiana di 43 anni.
La mia vita da quasi sedici anni ha virato necessariamente a supporto e a servizio della disabilità, avendo due figlie gemelle con disabilità gravissima dalla nascita.
Di nient’altro vorrei parlare di me se non di chi vive non possedendo la disabilità ma da essa ne rimane ferita e coinvolta ogni istante della propria vita.
Il destino ci marchia alla nascita: le mie figlie già in utero segnate, io, forse, dal cielo ancor prima.
Non avrei voluto essere proprio io  sotto quel segno, né tantomeno ci avrei voluto loro, due ragazze senza macchia che della vita hanno preso ben poco e ricevuto ancor meno.
Non parlerò del dolore che non si può raccontare, dei sogni che svaniscono, delle fatiche che non ti lasciano e piuttosto si moltiplicano.
Della disperazione quando viene meno la speranza.
Della forza che occorre per rialzarsi.
Del peso nel cuore guardando al futuro, delle lacrime versate pensando al passato.
Delle persone smarrite durante il cammino, di quelle incrociate nelle fermate, o delle poche rimaste, cambiate. 
Il tempo perso che non hai potuto godere. Il tempo da spendere che forse non riuscirai ad utilizzare.
Non voglio parlare di quello che è complicato persino da raccontare, né di quello che è semplice e che fa addirittura più male.
Della gabbia senza sbarre che imprigiona e soffoca. Dell’aria che manca anche faccia a faccia con il cielo.
Del desiderio di svegliarsi da un incubo che non è il nostro, delle urla soffocate da un razionalità che non ce le concede.
Del sorriso che non deve mancare o di ogni pianto nascosto che non bisogna far vedere.
Della voglia di vivere che comunque rimane. 
Dell’idea di farcela inventando un altro modo per sopravvivere.

Chi non ha conosciuto la disabilità non sa.
Il mondo è lo stesso, ma arrivarci è diverso.
Le persone tante, eppure la solitudine morde.
Si è scritto tanto, si è detto di più.
Le persone “con disabilità”. Le persone “con bisogni speciali”.
Le persone.
Se riuscissimo a parlare di meno, e a scrivere di meno, per una volta forse avremmo colto il senso delle parole.
Se riuscissimo a scoprire le persone, invece che le disabilità e i bisogni forse avremmo reso più giustizia all’umanità.
In un panorama di uguaglianza, scopriremmo che ogni uomo ha diversità e necessità: alcuni di più, altri di meno. Alcuni in maniera temporanea, altri in modo definitivo. Alcuni con priorità di intervento, altri con meno bisogno.
In un panorama che stavolta sarebbe invece solo di equità, se quelle necessità fossero come qualcuno pensa privilegi, le mie figlie sarebbero proprio come ogni altra ragazza sogna: principesse. 
E non ragazze sfortunate, poverine ed ammalate.
E di loro questo il mondo coglie: la diversità, le necessità. Quello cioè che con le parole gli suggeriamo.
Ma non è forse la loro importanza che dovrebbe essere tutelata? E nell’inclusione valorizzata?
Allora perché ancora dare senso a descrizioni: “con disabilità”, “con bisogni speciali”? Non funzionerebbe meglio, cambiando la logica delle parole e delle azioni, abolire le parole facendo con l’esempio insegnamento invece di aspettare che il mondo abbia appreso la lezione?
Perché aspettando che il mondo comprenda, accetti e accolga, chiedete a loro, due ragazzine, di dimostrare di saper vivere in una Società che molto spesso non è pronta. Senza preoccuparvi se ce la possano fare a percorrere strade o semplicemente a voltarsi nel letto la notte.
Se aspettiamo che sia la Società a chiamare al centro le persone, da sole le mie figlie, senza sentir pronunciare mai quel nome che invece dovrebbe farle riconoscere, continueranno a sentirsi sbagliate e insufficienti per questo mondo.
Ma siamo onesti! Fatta eccezione per qualche buona pratica che ancora fa notizia, quale esempio da una Società che non salva prima chi è in difficoltà ma chi è importante, che non lascia spazio a chi necessita ma a chi conta, che non rispecchia con i fatti le parole e insegna a raccontare e meno a fare?
Che i posti in prima fila riservati spesso sono solo quelli del cinema, che nessuno vuole e, per il resto, è sempre l’ultimo posto che reclamando viene concesso.
A cosa servono dunque le parole? A rafforzare la comprensione che il significato suggerisce?
Sono una mamma di 43 anni e da sedici anni la disabilità è diventata parte di me, pur non possedendola.
Le mie figlie sono persone, non gemelle con disabilità gravissima con cui ve l’ho raccontate all’inizio di questa lettera.
Sono persone all’interno di una società che nella cultura va cambiata.
Ma non sulle spalle e sul silenzio di chi per sé chiede intanto dignità.
E il mondo avrà pur tempo di maturare per comprendere e migliorare.
Le persone invece sono già mature per individuare le priorità e smettere di chiedere a due ragazzine di sopportare più di quanto già fanno e non avrebbero mai dovuto fare.
Gloria e Sophia sono persone: come le altre persone.
E se proprio occorre spiegare con le parole:
DISABLED IMPORTANT PEOPLE (D.I.P.) e non più P.I.D. (Persone In Difficoltà). Perché questo incide non solo nelle menti di chi le guarda ma nella sofferenza stessa delle loro vite.
E dalle menti ad una Società che relega ai margini e non pone al centro il passo è breve.
I diritti, e non le persone, vengano riconosciuti, in modo anche descrittivo, con un banale permesso di autorizzazione (DIP) e non si classifichino le persone con una descrizione che solo di disabilità e bisogni potrà raccontare.
Tante cose possono ancora migliorare.
Noi possiamo ancora cambiare.
Se partissimo fin anche dalle parole sarebbe pur sempre una partenza e un bell’esempio di esercizio di volontà.
Forse proprio grazie a due ragazzine italiane di sedici anni che avranno dato il loro contributo per un mondo che appartiene anche a loro.
Con la speranza che l’Onu accolga la nostra richiesta di abolizione di ogni parafrasi descrittiva quando quel che basta è sapere che siamo tutti solo Persone.
Nel mondo.
Per mezzo della civiltà.
E di una grande umanità.
Marina Midei



martedì 21 agosto 2018

Come è meglio chiamare le persone disabili? La mia risposta è D.I.P.

Marina Midei è con Vincenzo Zoccano.

Insomma... tanta teoria.
Io in una guida (inclusiva) preferirei leggere ad esempio: "luogo accessibile" (a tutti) senza dover specificare "accessibile alle persone con disabilita'".
Oppure ad un ingresso preferirei trovare la freccia con l'indicazione "Percorso Accessibile", anziché il simbolo dell'handicap.
Vedi i punti di vista che fanno?
Io proverei a togliere dappertutto nomi e simboli e realizzerei una comunicazione inclusiva fatta dalle persone per le persone.
So che è in atto una lotta agli inglesismi a favore della lingua italiana, ma forse non tutti sanno che ad esempio parlando di sordi si sta diffondendo in Italia il termine DEAF (traduzione inglese), molto usato anche dalla nostra Comunità Sorda.
Così parlando di disabilita', se proprio si deve specificare, io conierei un acronimo:
D.I.P. = Disabled Important People
Iniziamo dalla Rivoluzione Culturale!
Le persone sono solo persone!
D.I.P. #disabled #important #people
Basta P.I.D.!!! #persona #in #difficoltà
Le persone sono solo persone.
Marina MIDEI


La risposta alla mia proposta D.I.P. arriva direttamente da Vincenzo Zoccano, Sottosegretario al Ministero della Famiglia e della Disabilità:

"Ci lavoreremo e ci arriveremo"










martedì 8 maggio 2018

DIVENTARE E CRESCERE BILINGUI: Gloria e Marina... e la lettura in inglese

"Come già detto nel post precedente, oggi è la festa della mamma! E quale giorno migliore per informarvi della lettura in lingua dedicata proprio alla mamma 😍 che faremo sabato 12 maggio @ LO SPAZIO? Avremo il piacere di ospitare una lettrice SPECIALE tanto quanto la sua SUPER MAMMA Marina Midei
Posti limitati e prenotazione obbligatoria...DON'T MISS IT!!!
"


Carissime Valeria e Masha, vi ringraziamo moltissimo del Vostro invito, al quale risponderemo partecipando con grandissimo onore. E un po' di preoccupazione sperando di far bene! 

SABATO 12 MAGGIO
ANCONA
GLORIA: LETTURA IN LINGUA INGLESE "THE NIGHT BEFORE MOTHER'S DAY"





Corsi in lingua per Bambini "Le Avventure di Hocus&Lotus", da 0 a 11 anni 
Laboratori in lingua per bambini 
Laboratori creativi in lingua per bambini
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lunedì 7 maggio 2018

CORSO DI FORMAZIONE PER CAREGIVERS - REGIONE MARCHE



Ho tenuto particolarmente a collaborare con la Asur per l'attivazione di questo Corso di Formazione per Caregivers, che ritengo molto importante sia per una sensibilizzazione in merito alla tematica del Caregiving in generale, che per una formazione specifica che spero risponda presto ad un riconoscimento giuridico della professione che i famigliari svolgono per prendersi cura del proprio congiunto in situazione di disabilità.

Ringrazio di cuore la AV2 Asur Marche per l'immensa disponibilità.
E con me, ci vediamo il giorno 5 luglio 2018, quarto modulo di incontri, per parlare della vita insieme ad un minore con disabilità.



sabato 28 aprile 2018

Sophia e Conero Running - Riviera del Conero

Domenica 22 aprile 2018

Si è teuta la Conero Running, manifestazione podistica amatoriale e competitiva lungo le strade pianeggianti della Riviera del Conero, da Numana a Porto Recanati. 


Una 10km non competitiva per continuare il processo di sensibilizzazione del territorio sul tema disabilità. 
Per l'occasione più di 25 podisti professionisti hanno dato la loro disponibilità come "spingitori". 

Per Sophia la corsa si è conclusa presto, a causa di un problema con la sedia a rotelle.
Ma è stato comunque un momento meraviglioso che non dimenticheremo.





Let’s run!🍀🥇🏆 


Marina Midei


Gloria: Viaggio d'Istruzione in Spagna



Abbiamo preso aerei, e valutato l'assistenza.
Abbiamo preso mezzi, e valutato l'esperienza.














Abbiamo girato per le città della Spagna, e valutato l'accoglienza.

Abbiamo visitato musei e negozi, e valutato l'accessibilità.

Insomma. In qualche modo ce l'abbiamo fatta.

Gloria ha studiato in College. Ha mangiato cibo tipico. Ha ascoltato persone parlare la sua lingua del cuore. 

È stata con me: sicuramente avrebbe preferito poter avere una vita che le concedesse di vivere con i suoi amici, ma questa opportunità non le è stata concessa.



E oggi possiamo parlare solo di integrazione. Ma non di inclusione.

Marina Midei

Marina Midei e Incontro Caregiver Osimo

Giovedì 3 maggio coordinerò un incontro per famigliari Caregiver del SOLO territorio di Osimo per discutere TUTTI INSIEME in merito alle questioni disabilità più rilevanti della nostra città.

Sono invitate tutte le persone che in famiglia si occupano di disabilità.


Per info, contattare https://www.facebook.com/tiziana.capitani.148

Marina Midei

Colpi di martello - di Marina Midei

30 marzo 2018
Pasqua del Signore
Colpi di martello.
Profondi.
Nella carne.
A smembrare.
Lo senti il rumore?
Lo provi il dolore?
Ti spaventa il silenzio?
Ti accorgi della solitudine?
La vedi la dignità?
La accogli la pietà?
Il corpo diventa rosso.
L'anima resta bianca.
Trema la terra.
Cadono gli sguardi.
Ti accarezza il vento.
Ti baciano le lacrime.

Una madre s'inginocchia.
Un fratello si pente.
Il cielo scurisce.
Si perdono le parole.
Nostre le colpe.
Tuo il supplizio.
La madre ti copre.
I fratelli ti stringono.
Ti aspetta il Padre.
Ti abbraccia l'eternità.
Marina Midei

Gloria per Parrocchia Sant'Agostino - Castelfidardo

Sabato 24 marzo 2018
Gloria per i ragazzi della Cresima
della Parrocchia Sant'Agostino di Castelfidardo.

Grazie ai ragazzi per l'accoglienza.
Grazie alle catechiste per l'invito.

Parcheggi Riservati per Disabilità



"Questi posti sono per le macchine delle persone che hanno la sedia a rotelle come le mie sorelle".
Christopher Nathan - Sibling - 7 anni

25 marzo 2018

Marina Midei e Associazione Genitori per la Vita - Macerata



Marina Midei con Sauro Scarpeccio, Luca Caraffa, Sara Filippino e Valeria Fagotti.

Si continua a lavorare per la difesa e i diritti di tutti.

Associazione Genitori per la Vita (Macerata).
Veramente un bellissimo e piacevole incontro.


20 marzo 2018

Le Istituzioni... e le Famiglie



Una famiglia da quasi sedici anni in lotta. La nostra.

La difesa di Salvatore Nocera, presidente del Comitato dei Garanti della FISH Nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e responsabile per l’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio sull’Integrazione Scolastica dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down)

Basta con le scuole che ignorano la normativa sull’inclusione!

Un genitore che paghi la stessa quota della figlia, un supplemento di spesa per avere un bagno accessibile e anche un’insegnante di sostegno che però non conosce la lingua del Paese di destinazione e che alloggerà in un altro albergo: lascia a dir poco basiti quanto richiesto da una scuola delle Marche a una studentessa con disabilità, per poter partecipare a un viaggio di istruzione insieme alle compagne. «Una vicenda – commenta Salvatore Nocera – che dimostra come ancora molte scuole ignorino bellamente la normativa. Se necessario, però, quel viaggio si può anche far bloccare»
Lascia letteralmente basiti quanto leggiamo sulla testata «Vivere Osimo.it», che denuncia il caso riguardante una studentessa con disabilità dell’Istituto Comprensivo Superiore Corridoni Campana di Osimo (Ancona).
«La giovane – si legge nell’articolo – dovrà recarsi con i propri compagni in un viaggio di istruzione in Spagna e la scuola ha richiesto che sia accompagnata da un genitore, chiedendo anche che quest’ultimo paghi la sua quota di iscrizione al viaggio».
La famiglia accetta (785 euro per la ragazza più altrettanti per il genitore), ma la scuola «non soddisfatta, chiede alla ragazza anche un supplemento di spesa perché, avendo bisogno di un bagno per disabili, a differenza dei suoi compagni, deve alloggiare in un albergo nelle vicinanze del collegio di lingua spagnola in cui gli studenti svolgeranno le loro attività».
E da ultimo, ma non ultimo, viene anche chiesta, «nella persona della Preside la presa in carico della ragazza da parte di un’insegnante di sostegno, che però non conosce la lingua spagnola, né alloggerà con la ragazza in albergo».
«Questo episodio – commenta Salvatore Nocera, presidente del Comitato dei Garanti della FISH Nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e responsabile per l’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio sull’Integrazione Scolastica dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) – dimostra come ancora molte scuole ignorino bellamente la normativa. Qui, infatti, oltre a una generica violazione dell’articolo 34 della Costituzione Italiana, vi è quella molto più puntuale dell’articolo 24 (Educazione) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge dello Stato 18/09 e anche della Legge 67/06, che nel vietare le discriminazioni nei confronti di una persona con disabilità, le dà il diritto di chiedere la cessazione del fatto discriminatorio e del risarcimento dei danni anche non patrimoniali».
«In particolare – suggerisce Nocera – la famiglia dovrebbe pretendere che, senza essere disturbata, provveda la scuola a trovare un accompagnatore o accompagnatrice a spese della scuola stessa; infatti, se la famiglia, oltre a pagare la quota della ragazza, come tutti i compagni, dovesse pagare anche quella dell’accompagnatore, saremmo in presenza di un palese caso di discriminazione. A che serve poi la nomina di un docente che non dorme nello stesso stabile dove dormiranno gli alunni? Se ci fosse una compagna maggiorenne disposta a farle da accompagnatrice, il problema sarebbe risolto».
«Prima dunque che la famiglia si rivolga, come suo diritto, alla Magistratura – conclude Nocera – per far cessare la discriminazione e se necessario anche bloccando la gita, ritengo che l’Ufficio Scolastico Regionale debba immediatamente intervenire per aiutare la scuola a trovare una soluzione rispettosa della normativa inclusiva, secondo la quale le visite di istruzione sono momenti privilegiati per un’effettiva partecipazione degli alunni con disabilità alla vita della classe e della scuola». (S.B.)
Ringraziamo anche Arianna Colonello per aver segnalato.
10 marzo 2018






Avvocato Salvatore Nocera 
e Marina Midei
03.05.2018    Corso di Formazione  “I Decreti della Buona Scuola: una proposta verso l’Inclusione? Le novità e le criticità del nuovo che avanza” 

Avv.to Salvatore Nocera (Presidente Fish) – Prof.ssa Evelina Chiocca (Presidente Coordinamento Nazionale Insegnanti di Sostegno)

Istituto Comprensivo “Galileo Ferraris” Falconara  – M.I.U.R.