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minuto 39: Marina Midei e la margherita di Gloria ... per "MATRIX"
http://www.video.mediaset.it/video/matrix/full/250884/avanti-paolo.html#tf-s1-c1-01-p1

Paolo Pedemonte, 28 marzo 2011 - critico televisivo "Il secondo ospite della serata è stata invece Marina Midei, la mamma di due gemelle tetraplegiche che ha già raccontato il senso della sua vita in un libro intitolato "La via del sole". Tra gli occhi commossi e pieni di lacrime di Paolo Bonolis e della mamma che si trova a raccontare la storia delle sue due bambine, assistiamo ad una delle più belle testimonianze di Fede della televisione italiana. Questa donna ha voluto raccontare il suo personale approccio conla Fede dopo la scoperta della malattia delle bambine, i pellegrinaggi per chiedere i miracoli e le tante preghiere alla Madonna, per poi arrivare a capire veramente il Senso della vita. Abbiamo assistito ad un momento di tv impegnata, che era tanto tempo, forse troppo, che non faceva capolino sul piccolo schermo, dove si è parlato della bellezza della vita, senza sfruttare le disgrazie altrui, come purtroppo succede in tantissimi programmi in virtù del tanto ostentato diritto di cronaca, ma aiuta gli italiani ad aprire gli occhi, a prendere coscienza dei valori essenziali della vita".

La via del Sole è disponibile anche a Mentana (Rm) presso 
Ecco Sophia mentre si allena in una piscina di Ancona dove scende in acqua anche Gloria, sotto la direzione della Associazione Sportiva Arcobaleno, affiliata al Comitato Italiano Paralimpici, con una muta da sub: unica possibilità per mantenerla in acqua vista la sua insofferenza al freddo e nonostante la sua piscina abbia una temperatura tropicale.Qui Gloria invece è presso la "Scuola di Danza Bellezza" di Osimo, con l'insegnante Paola e una delle sue amiche ballerine, in un momento di riposo tra i tanti balli di gruppo che i bambini amano, come "il ballo del Capitano" o "il ballo del Canguro" e "del qua qua".
Non può fare tutto con gambe e braccia, ma nel suo cuore è come se volasse: dimentica le paure e si lascia trasportare. Io la lascio da dietro e lei si preoccupa solo di muovere le braccia a tempo di musica, fino a quando i suoi occhi si staccano dall'insegnante e finiscono sullo specchio, vede le mie mani che non la toccano e urla tra risate incredule di essere stata sola per qualche attimo.
Così è la nostra libertà, dura un battito d'ali ogni volta. E' come un miracolo che accade improvviso e noi aspettiamo solo di poterlo rivivere. Non ha prezzo, è il nostro respiro.
E per questo non ci fermiamo, finiremmo di vivere: a volte la fatica è tanta da non lasciare spazi, eppure finiamo sempre con il ritrovare qualche ritaglio di tempo da dedicare a ciò che è importante. I bambini sono importanti, nessuno escluso.


GLORIA E SOPHIA ..... PER TUTTI I BAMBINI MALATI D'ITALIA.

La famiglia Bruschi è pronta e noi con loro: entriamo per primi in cattedrale e Gloria all'ingresso ha un momento di sconforto perchè dice che la Chiesa è troppo grande e si spaventa. E' preoccupata perchè a celebrare non sarà un parroco ma un cardinale ... "mamma cos'è un cardinale?" "Stai tranquilla Gloria, è tutto ok, c'è anche the Father insieme al cardinale (così si chiama in americano il padre o il prete) e saranno sull'altare ...".
Senza accorgerci di nulla, è lì, fra tantissime persone: mi chiede cosa hanno le bambine, poi chiede a Gloria quanti anni ha e da dove arriva. Lei, ricordando che io avevo detto che il Cardinale è sull'altare e non da lei, mi guarda incredula e balbetta: "sono di Roma, ma vivo ad Osimo". Il Cardinale allora le risponde: "Bhè io sono più romano di te e tua sorella, perchè sono vissuto ventitrè anni a Roma". Mi rassicura con un aneddoto e benedice le bambine, mentre di corsa qualche foto ci viene scattata dai nostri amici.Il filmato termina con un minuto di silenzio ... il nostro rispetto per le vittime in Abruzzo.
Serena e Santa Pasqua.
Dalle Beatitudini: ....."Beati coloro che sono attenti all'appello dell'altro, perchè saranno seminatori di gioia, riconoscendo il Signore in tutti quelli che incontrano, custodendo la vera luce....."

SABATO 4 APRILE 2009 - ORE 15.00
PER DIVENTARE AMBASCIATORI DI BACI: stella.matutina@tiscali.it
Sarà che qui è già cambiato l'orario e le lancette degli orologi sono un'ora avanti, sarà che qualche linea in più sui termometri delle temperature esterne è salita, sarà che dentro il nostro piccolo appartamento ci sono decine di cartelloni che hanno iniziato a segnalare con il conto alla rovescia la data del nostro rientro in Italia, insomma l'aria sembra proprio diversa.
Mi sembra di vedere il sole, il cielo si è aperto. Le strade sono illuminate e tutto d'un tratto è come se mi sentissi libera. Come in un film, quando l'attore cammina tra la gente, sorride e passa come se fosse invisibile agli altri. Mi sento emozionata di ritrovare la mia terra.
Qualche mese fà la preoccupazione dell'arrivo in terra americana, la paura di ciò che non conoscevo, la tensione per quello che dovevamo affrontare e una volta atterrati, noi quattro, nel sedile posteriore di un auto, gli occhi di noi genitori pieni di lacrime, stretti nelle mani e con la preghiera a Maria in coro: forse è stata la prima vera volta che abbiamo pregato tutti e quattro insieme, guardandoci negli occhi e con la voce alta.
Papà Filippo, come sempre, tiene tutto chiuso nel cuore: il dolore, la gioia, le preoccupazioni.
La vita è così: a volte un attimo, a volte di più; a volte va da sola, a volte ha bisogno di una spinta. Ma colma. Qualche giorno fà, Gloria diceva: "Mamma, non pensare che è stato tutto facile per me. A New York ci sono state tante emozioni perchè ho imparato tante cose, ma ho anche sofferto tanti dolori. Per fortuna sono passati". Già amore, fortuna che sono passati e tu hai imparato a sei anni molto di più di quello che immagini.
Sophia invece è nel suo deambulatore nel corridoio dello stabile, la terapista alle spalle e, a poca distanza davanti a lei, io ad incitarla: "Forza Sophia, vieni da mamma. Respira .... rilassati .... dai Sophia, muovi le gambe .... vieni da mamma, ti aspetto".
Lei prova e riprova come se con il pensiero già corresse nelle mie braccia, invece rimaniamo distanti, ognuna al suo posto. Le trema il mento, poi scoppia il pianto perchè capisce che le gambe ancora non si muovono come dovrebbero e la mia voce si spezza, anche per me, per il pianto ingoiato.
La terapista si fa forte e rassicura Sophia: "Sei brava Sophia, stai andando benissimo, ci vuole pazienza. Hai fatto tantissimi progressi, ci vuole più tempo". Anche lei ha dovuto imparare tanto, non è più solo un gioco la sua vita.
E allora, come ha sempre fatto, desiderando tutto ciò che fà e ha la sorellina Gloria, vorrebbe anche lei le stampelle: e noi gliele diamo. Inventiamo un esercizio per controllare il movimento della testa utilizzando le stampelle di Gloria, proprio per lei, che torna a sorridere e a sperare di farcela. Stavolta è proprio Gloria ad incoraggiarla: "Forza Sophia, sei bravissima. Brava amore, brava". Torna sul deambulatore e le gambe ripartono.
E per noi è ancora motivo per festeggiare con un bel pranzo made in Italy!!!!
.... le ricette le copiamo da http://ricettedicasa.blogspot.com/

Sophia finalmente sembra pronta per iniziare con le prime esercitazioni in piedi: i braces vanno bene, sono caduti altri due denti e ancora non riusciamo a farle recuperare un grammo in più di peso!!! La gamba destra ancora fa capricci, ma lentamente ha iniziato a muoversi e soprattutto sembra che la sostenga in piedi!!più di 250 ore di terapia ciascuna
E nel tempo libero ... ritroviamo un vecchio gioco grazie alla lettura di un libro: la capanna, sotto il tavolo, con un lenzuolo ...
Ecco i bambini: liberi. Gloria è ormai indipendente seduta a terra, Sophia è sostenuta da una fascia. Oggi per loro sembra di essere a luna park!!! Ridono mentre abbassano il lenzuolo e mi dicono di uscire dalla loro casa ... poi mi chiamano ogni due secondi perchè non sono abituate a stare senza nessuno: mamma è qui! Giocate tranquille, sono vicino a voi!
A me non sembra vero e ringrazio miliardi di volte per essere arrivata qui! Dovrei cucinare, ma mentre i miei occhi continuano a spiare oltre il lenzuolo, la mia mente si domanda cosa penseranno quelle testoline. Per loro una cosa fatta è finita, poi si pensa al domani e non si piange sopra al passato. Quando si torna indietro è per ridere, per ricordare i momenti divertenti.
Così mi accorgo quanto è speciale la mente dei bimbi: c'è positività, c'è ottimismo e ancora una volta provo ad imparare da loro.
Intanto Gloria ruzzola a terra ... da sotto il lenzuolo la vedo spuntare: con gli occhi sbarrati delle prime cadute mi dice: "mamma ... ho fatto paperissima! Non mi sono fatta niente!" e mentre il mio sangue si ghiaccia per un istante torna il sorriso perchè anche questa è una piccola conquista, una piccola esperienza, ma non solo per Gloria, anche per me, che continuo ad imparare a fare la mamma.

E Gloria continua il suo percorso per il momento senza troppi ostacoli: è brava. Si impegna moltissimo, circa quattro o cinque ore al giorno, e non è così semplice dopo due enormi interventi aver già questa grinta.
Il corpo ha bisogno di muscoli forti che ancora non ci sono, ma speriamo di farli arrivare.
In più c'è "la scuola" con la mamma .... che non è proprio la stessa cosa. Anche se in America, stà infatti portando avanti il programma di prima elementare e lo Stato Americano le fa arrivare a casa un'insegnante per qualche ora la settimana che lavora sulla lingua inglese.
Cerca le amichette. Per ora quelle americane le hanno fatto conoscere un gioco che utilizzano molto i piccoli qui in America, anche sotto indicazione della scuola: è un sito internet della Disney chiamato
Questo è il lavoro, in silenzio e con pazienza, questo l'impegno, con costanza e determinazione, e la cura .... ogni giorno, dal primo respiro. La sofferenza, il dolore camuffati dal gioco, l'attesa di ricevere quei pacchi che contengono tutori e deambulatori vissuta come l'arrivo dei giocattoli più desiderati.
Tanti bambini, come noi, vivono in guerra, contro la malattia. Ma l'hanno già vinta, perchè i loro occhi sono quelli del sole, della luce: non manca nulla.


